Albert Einstein e Spinoza: storia di un equivoco

imagesAlla fine degli ani Venti Albert Einstein legge l’Etica di Spinoza, in cui non vi è spazio per un Dio personale,  un Dio che ha rivelato agli uomini una legge morale, un decalogo e il suo amore, nè per il libero arbitrio dell’uomo; ma sono anche gli anni in cui si appassiona ad un grande romanziere russo, Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881), ed al suo I Fratelli Karamazov, il romanzo più religioso di fine Ottocento, tutto incentrato sulla necessità dell’esistenza di un Dio nello stesso tempo giudice e amore misericordioso, per non rendere inutile e assurda la vita morale.

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Il processo a Galilei: cosa è successo davvero?

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In uno dei più celebri e discussi processi della storia, quello a Galileo Galilei, la Chiesa aveva le sue ragioni dal punto di vista scientifico, mentre lo scienziato pisano ne aveva altrettante dal punto di vista teologico e dell’esegesi biblica. In altre parole, Galilei presentò come prova inoppugnabile della teoria copernicana le maree, sbagliando di grosso, e non arrivando mai a provare ciò che sosteneva a riguardo dell’ipotesi copernicana; però, a differenza dei teologi del sant’Ufficio, seppe “molto giustamente distinguere tra l’inerranza della Sacra Scrittura e la capacità di errare dei suoi interpreti(Walter Brandmüller, Eventi eloquenti. L’agire della Chiesa nella storia, Editrice Vaticana, 2014).

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Blaise Pascal: la natura paradossale dell’uomo, la ragione, il cuore e la fede

Blaise Pascal

Blaise Pascal (1623-1662) è uno dei giganti della filosofia e della scienza di sempre.

Tra il 1631 e il 1639 frequenta il cenacolo scientifico e filosofico diretto da Padre Mersenne, amico e consigliere di Cartesio, di cui fanno parte Fermat, Roberval ed altri. A 17 anni pubblica il suo primo saggio scientifico, l’Essai sur les coniques.

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Due anni dopo, per aiutare il padre nel calcolo delle imposte, inventa la prima macchina calcolatrice, la Pascalina, il più antico antenato del computer. Nel campo della fisica si occupa di vuoto, pressione (dal 1971 i millibar sono stati commutati in etto-pascal), fluidi… Leggi tutto “Blaise Pascal: la natura paradossale dell’uomo, la ragione, il cuore e la fede”

Friedrich Engels, morte termica ed entropia

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Friedrich Engels, l’amico di Karl Marx, riteneva anch’egli di avere “la scienza” dalla sua parte. Per questo leggeva molti libri ed articoli di chimica, fisica, biologia… cercando poi di dare a tutte le scoperte una lettura materialista. A costo di forzature ed incomprensioni marchiane.

Nel suo La dialettica della natura (1883), affermava l’impossibilità della morte termica dell’Universo, di cui a quei tempi si cominciava a discutere, in nome del principio ateistico: poichè l’Universo è tutto ciò che esiste, non può avere nè inizio nè fine.

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Franco Rasetti: uno scienziato si ribella all’atomica

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Molti sono gli scienziati che, una volta compresa la possibilità dell’atomica, vi lavorano alacremente: alcuni perché assolutamente indifferenti ed estranei ad ogni considerazione morale, altri perché convinti sia necessario vincere la guerra al più presto e fermare il nazismo (ma anche, in certi casi, spaventare gli ormai ex alleati comunisti). Si è vista la posizione di Lise Meitner, o quella di Leo Szilard e di Max Born; interessante, ma ancora non del tutto chiara, sull’altro fronte, la scelta di alcuni scienziati tedeschi, di non cimentarsi con convinzione nella costruzione di un ordigno nucleare a servizio del proprio paese Leggi tutto “Franco Rasetti: uno scienziato si ribella all’atomica”

Einstein contro lo spazio di Kant

A. Einstein, in Pensieri degli anni difficili ricorda “la base empirica su cui si fonda la costruzione assiomatica della geometria euclidea” e aggiunge che “fintantochè si parla dell’esistenza in natura di corpi rigidi, la geometria euclidea è una scienza fisica, la cui utilità deve venire dimostrata applicandola alle esperienze sensoriali“. Siamo di fronte ad un’idea di spazio e di geometria ben diversa da quella kantiana, sulla linea di quella di Gauss*, Bolyai e di quanti ritenevano che la “vera” geometria del mondo fisico non può essere decisa a priori, ma solo a posteriori, su base empirica, con opportune misurazioni. In Come io vedo il mondo (vedi fotocopie sotto), Einstein ritorna sul concetto di spazio di Kant, il quale

da una parte conosce solo la geometria euclidea, e la assolutizza, in quanto per lui “i principi di Euclide descrivono non uno spazio esterno ma questa struttura mentale che ci permette di cogliere e organizzare la percezione che abbiamo degli oggetti. Essi sono infallibili e indiscutibili proprio perché non si riferiscono all’esperienza ma al modo in cui la nostra mente dà una struttura all’esperienza” (per questo per Kant i postulati di Euclide non solo ci appaiono veri, ma, ignorando egli, come si è detto, le geometrie non euclidee, e ritenendo di poter fare della scienza del suo tempo la scienza tout court, crede anche che “non riusciamo ad immaginarne altri”  https://www.matematicamente.it/cultura/storia-della-matematica/kant-geometria-e-verita/),

dall’altra ritiene che “lo spazio non è un concetto empirico, ricavato da esperienze esterne“, ma “una rappresentazione necessaria a priori” : Leggi tutto “Einstein contro lo spazio di Kant”

Federico Faggin (vivente) e l’incolmabile abisso tra uomo e macchine

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[…] Nella galleria di grandi matematici che precede, abbiamo incontrato molti Informatici, da Pascal e Leibniz, padri delle prime macchine calcolatrici, a Gödel […]

C’è però un altro grande protagonista della storia dell’Informatica che è opportuno accostare. Il suo nome è Federico Faggin. Figlio di un professore di filosofia, Faggin che ha iniziato a 19 anni a realizzare tecnologie all’avanguardia, aprendo le porte alle prime memorie dinamiche, Leggi tutto “Federico Faggin (vivente) e l’incolmabile abisso tra uomo e macchine”

La cosmologia di Platone nel Timeo

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Il dialogo forse più letto di Platone, per secoli, è il Timeo. In esso Platone cerca di sciogliere il dualismo tra mondo delle Idee, eterne, e mondo delle cose. Introduce dunque la figura del Demiurgo, un divino artigiano cui è affidato il compito di plasmare la materia, eterna, caotica e preesistente, ad “immagine e somiglianza” delle idee (Idee=mondo intelleggibile= modello).

Dunque il cosmo platonico origina da questo rapporto, e da questa azione del Demiurgo, che agisce in quanto buono e amante del Bene. Egli è come uno scultore che prende marmo in-forme e, mirando al regno delle idee, gli dà forma.

Come è questo cosmo? Anzitutto è un magnum animal, un immenso organismo animato, Leggi tutto “La cosmologia di Platone nel Timeo”