Francesco Severi: un matematico verso la Sapienza

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Francesco Severi, nato ad Arezzo il 13 aprile 1879, rimasto presto orfano di padre, giunge come docente nella prestigiosa università di Padova nel 1905. Vi rimane per diversi anni, sino al 1921, svolgendo anche la carica di assessore socialista alla Pubblica Istruzione e di presidente delle Aziende municipalizzate del gas e dell’acquedotto.

Tra i suoi colleghi, che non dimenticherà mai, ci sono il matematico cattolico Gregorio Ricci Curbastro e Roberto Ardigò, massimo rappresentante del positivismo sensista e scientista italiano, dopo essere stato sacerdote ed aver deposto prima l’abito talare, poi la fede in Dio, ed infine la vita stessa (morirà suicida).

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Le Esperienze di pre morte: cos’è la coscienza?

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Dalla morte non si ritorna ma dalla “premorte” in alcuni casi sembrerebbe di sì e il percorso a ritroso verso questo mondo cambia per sempre il viaggiatore che diventa più empatico e fiducioso nel senso ultimo della vita. Questo è almeno ciò che pensa Pim van Lommel, cardiologo olandese, che ha dedicato la vita a studiare i fenomeni di Nde (Near Death Experience), esperienza di prossimità con la morte possibili specialmente negli stati di coma temporaneo o di arresto cardiaco. Nel suo libro “La coscienza oltre la vita” (Edizioni Amrita) fa una rassegna delle varie tipologie di Nde che spesso consistono in una sensazione rinfrancante di passaggio attraverso un tunnel, in direzione di una luce, altre volte sembrano permettere di osservarsi fuori da se stessi come in un sogno. Van Lommel, insieme con alcuni colleghi, ha pubblicato su questi eventi un pionieristico e controverso studio su “Lancet” nel 2001.

L’interpretazione delle esperienze al confine con l’al di là ha portato il medico olandese a formulare una concezione della realtà che attraverso vari richiami alla fisica quantistica ipotizza l’esistenza di una coscienza onnipervadente al di là dello spazio e del tempo che sorregge le nostre coscienze individuali. Leggi tutto “Le Esperienze di pre morte: cos’è la coscienza?”

Matematica e Verità

Andreatta

Napoleone Bonaparte fu il primo statista ad essere profondamente interessato, sin da da giovane, alla matematica (in particolare alla geometria). Durante gli anni della vita militare e poi del potere, ritenne che la matematica e la scienza potessero essere di grande aiuto per vincere le battaglie e per organizzare al meglio il suo Impero, mentre negli anni dell’esilio, quelli dell’impotenza, sembra che la matematica continuasse ad interessarlo per motivi filosofici, come un sostegno razionale alla fede religiosa ritrovata.

Anche oggi la matematica è nello stesso tempo terreno di discussioni filosofico-religiose (si vedano per esempio gli scritti di Piergiorgio Odifreddi e quelli, di segno opposto, del matematico di Oxford John Lennox) e oggetto di attenzioni da parte del potere.

“In Cina e in Corea del Sud c’è una corsa ad accaparrarsi i migliori matematici, offrendo stipendi d’oro a matematici occidentali che vanno in pensione, assumono molti giovani. Si stanziano quantità di denaro che da noi sono impensabili, nella convinzione che anche da qui passi il primato economico-politico nel prossimo futuro”: lo afferma Marco Andreatta, matematico di prestigio internazionale, professore di Geometria all’Università di Trento, presidente del grande Museo delle Scienze della città, il Muse, e soprattutto direttore del Centro Internazionale di Ricerche Matematiche (CIRM).

Professore, come è iniziata la sua passione per la matematica?

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Pasteur, la microbiologia, i vaccini, la filosofia e l’Infinito

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Louis Pasteur (1822-1895) è stato il padre della microbiologia (branca della biologia che studia i microorganismi, batteri e virus), e come tale è uno degli scienziati che con le sue scoperte (in particolare i vaccini) ha giovato maggiormente al benessere dell’umanità.

Pasteur esordisce come chimico, fondando la nuova scienza della stereochimica. Proprio attraverso questi studi, si convince dell’ incommensurabilità tra materia bruta, inorganica e materia vivente e dasserisce che la vita è un vero “mistero”.

Un’idea questa che resiste tutt’oggi, se è vero come è vero che il padre della biochimica, Erwin Chargaff, vi ha dedicato un intero libro, intitolato “Mistero impenetrabile“, mentre il genetista Francis Collins, dopo aver concluso la mappatura del genoma umano, ha sostenuto che “nessuno scienziato serio oserebbe oggi affermare di avere a portata di mano una spiegazione naturalistica dell’origine della vita”. Leggi tutto “Pasteur, la microbiologia, i vaccini, la filosofia e l’Infinito”

La filosofia e la teologia di Antonio Stoppani, padre della geologia italiana

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Don Antonio Stoppani è considerato il padre della geologia e della paleontologia italiane (oltre che il maestro di don Giuseppe Mercalli, anch’egli un’autorità nel campo degli studi di vulcanologia e sismologia). Stoppani fu presidente sia della Società Italiana di Scienze Naturali (dal 1883 al 1891), sia della Società Geologica Italiana nel 1884.

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Albert Einstein e Spinoza: storia di un equivoco

imagesAlla fine degli ani Venti Albert Einstein legge l’Etica di Spinoza, in cui non vi è spazio per un Dio personale,  un Dio che ha rivelato agli uomini una legge morale, un decalogo e il suo amore, nè per il libero arbitrio dell’uomo; ma sono anche gli anni in cui si appassiona ad un grande romanziere russo, Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881), ed al suo I Fratelli Karamazov, il romanzo più religioso di fine Ottocento, tutto incentrato sulla necessità dell’esistenza di un Dio nello stesso tempo giudice e amore misericordioso, per non rendere inutile e assurda la vita morale.

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Uno, due, tre..infinito

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di Enrico Bombieri

Ricordo di aver letto da giovane un popolare libro del fisico George Gamow, che dava al lettore una panoramica della scienza moderna. Poneva un’ enfasi particolare sul microcosmo dell’ atomo e il macrocosmo delle galassie, su su fino al Big Bang, passando per la teoria della relatività di Einstein, ed era veramente affascinante.

S’ intitolava Uno, due, tre, … infinito (Mondadori, 1952), alludendo al modo primitivo di contare: «uno, due, tre, molti». E questa non è un’ esagerazione, perchè i Piraha amazzonici ancor oggi contano effettivamente così. Noi sorridiamo, credendo orgogliosamente di essere andati enormemente avanti nella nostra comprensione del contare, ma in realtà non siamo avanzati molto oltre questo stadio.

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Il testamento spirituale del matematico Gregorio Ricci Curbastro

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Gregorio Ricci Curbastro (1853-1925) è il padre del cosidetto “tensore di Ricci”, senza il quale Albert Einstein non avrebbe poturo elaborare la relatività generale. Egli “diede alla scienza il calcolo differenziale assoluto, strumento indispensabile per la teoria della relatività generale, visione nuova dell’universo” (Fabio Toscano).

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