Hawking, l’astrofisico senza Nobel, che sbagliò filosofia

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L’astrofisico Stephen W. Hawking si chiese, in una circostanza, se fosse più famoso per la sua sedia a rotelle o per le sue scoperte (che, per quanto notevoli, non gli sono mai valse il Nobel, a dimostrazione di come la fama mediatica non sia sempre del tutto rispettosa della realtà delle cose).

Forse ora, leggendo i giornali che lo hanno celebrato, sorriderà nel vedere che la maggior parte di coloro che lo hanno ricordato hanno capito poco e dell’una e delle altre.

Anche per “colpa” di Hawking, bisogna pur dirlo.

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Il processo a Galilei: cosa è successo davvero?

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In uno dei più celebri e discussi processi della storia, quello a Galileo Galilei, la Chiesa aveva le sue ragioni dal punto di vista scientifico, mentre lo scienziato pisano ne aveva altrettante dal punto di vista teologico e dell’esegesi biblica. In altre parole, Galilei presentò come prova inoppugnabile della teoria copernicana le maree, sbagliando di grosso, e non arrivando mai a provare ciò che sosteneva a riguardo dell’ipotesi copernicana; però, a differenza dei teologi del sant’Ufficio, seppe “molto giustamente distinguere tra l’inerranza della Sacra Scrittura e la capacità di errare dei suoi interpreti(Walter Brandmüller, Eventi eloquenti. L’agire della Chiesa nella storia, Editrice Vaticana, 2014).

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Blaise Pascal: la natura paradossale dell’uomo, la ragione, il cuore e la fede

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Blaise Pascal (1623-1662) è uno dei giganti della filosofia e della scienza di sempre.

Tra il 1631 e il 1639 frequenta il cenacolo scientifico e filosofico diretto da Padre Mersenne, amico e consigliere di Cartesio, di cui fanno parte Fermat, Roberval ed altri. A 17 anni pubblica il suo primo saggio scientifico, l’Essai sur les coniques.

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Due anni dopo, per aiutare il padre nel calcolo delle imposte, inventa la prima macchina calcolatrice, la Pascalina, il più antico antenato del computer. Nel campo della fisica si occupa di vuoto, pressione (dal 1971 i millibar sono stati commutati in etto-pascal), fluidi… Leggi tutto “Blaise Pascal: la natura paradossale dell’uomo, la ragione, il cuore e la fede”

Efficacia e inefficacia della matematica

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Vorrei concludere con alcune considerazioni di un matematico nato a Roma, il 6 marzo 1945, deceduto il 25 settembre 2015, e che ho avuto la sorte di conoscere, scrivendo per anni sullo stesso quotidiano.

Parlo di Giorgio Israel, già professore di Geometria algebrica, di Matematiche complementari e di Storia della Matematica presso l’Università la Sapienza di Roma.

Anche nella sua veste di storico e di membro della Académie Internationale d’Histoire des Sciences, Israel ha spesso ricordato il “misticismo” presente alle origini della fisica moderna.

Ha però anche voluto spesso sottolineare come, accanto alla “irragionevole efficacia” della matematica (secondo l’espressione del premio Nobel Eugene Wigner), esiste anche una “ragionevole inefficacia” della stessa.

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Mistero Uomo: la coscienza per Edoardo Boncinelli

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L’origine dell’uomo non è, come spesso i libri di scuola o riviste divulgative tentano di far credere, qualcosa di chiaro e ben conosciuto. Il biologo e genetista Edoardo Boncinelli, famoso per essere il “Dawkins italiano” (con riferimento al celebre biologo ateo autore del libro L’Illusione di Dio), nel suo Le forme della vita. Leggi tutto “Mistero Uomo: la coscienza per Edoardo Boncinelli”

Gli scienziati davanti al mistero del cosmo e dell’uomo. Piccoli dialoghi su grandi temi

copertinaIl libro, a cura di Francesco Agnoli, consta di una serie di dialoghi con scienziati viventi, in molti casi di fama mondiale, a cui l’intervistatore pone domande sulle loro specifica disciplina, per poi allargare lo sguardo alla filosofia, alla teologia e alle fondamentali ed eterne domande sull’uomo, sul cosmo e su Dio.

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Sir Alfred Wallace, il Darwin dimenticato

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Il suo nome è poco conosciuto al grande pubblico, ma nei testi scientifici è sempre accanto a quello, ben più celebre, di Charles Darwin. La scoperta della selezione naturale, infatti, è attribuita ad entrambi, in contemporanea. Stiamo parlando di sir Alfred Wallace (Usk, 8 gennaio 1823-Broadstone, 7 novembre 1913).

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Charles Darwin, nella sua Autobiografia, fornisce questa versione: «[…] ma i miei progetti furono sconvolti, perché all’inizio dell’estate del 1858 il signor Wallace, il quale allora si trovava nell’arcipelago malese, mi mandò un saggio: Sulla tendenza delle varietà a separarsi indefinitamente dal tipo originale, in cui si esponeva una teoria identica alla mia. Il signor Wallace mi pregava di leggere il suo articolo e di passarlo in lettura a Lyell, se la mia opinione fosse stata favorevole. Nel “Journal of the Proceedings of the Linnean Society” (1858, 45), ho spiegato i motivi che mi spinsero ad associarmi alla richiesta di Lyell e Hooker di pubblicare un riassunto del mio manoscritto e una mia lettera a Asa Grey, in data 5 settembre 1857, contemporaneamente alla pubblicazione del saggio di Wallace. Dapprima ero molto restio a consentire, pensando che Wallace avrebbe trovato la mia azione ingiustificabile; ma non conoscevo ancora quanto egli fosse generoso e nobile. Il riassunto del manoscritto e la lettera a Asa Grey, non essendo destinate alla pubblicazione, erano scritte male. Invece il saggio di Wallace era scritto in forma mirabile e con grande chiarezza».

Si tratta della ricostruzione classica. Due co-scopritori, con identica tempistica. Sono in molti, però, a dubitare di questa versione dei fatti. E a proporne una revisionista. Secondo la quale Darwin «non si limitò a buttar giù le proprie idee, dopo l’arrivo della lettera di Wallace, ma prese spunto anche da ciò che Wallace aveva scritto».

[…]

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Galileo Galilei e l’utero in affitto

imagesSi sente spesso dire che “le ricerche scientifiche non dimostrano che esista alcun problema per un bambino a crescere senza padre o senza madre, con due maschi o due femmine...”. Così, tirando il ballo la parola “scienza”, si vorrebbe confinare nel territorio dell’irrazionalità coloro secondo i quali padre e madre sono necessari al benessere psico-fisico di ogni creatura.

Ma queste ricerche “scientifiche”, sono davvero tali?

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Friedrich Engels, morte termica ed entropia

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Friedrich Engels, l’amico di Karl Marx, riteneva anch’egli di avere “la scienza” dalla sua parte. Per questo leggeva molti libri ed articoli di chimica, fisica, biologia… cercando poi di dare a tutte le scoperte una lettura materialista. A costo di forzature ed incomprensioni marchiane.

Nel suo La dialettica della natura (1883), affermava l’impossibilità della morte termica dell’Universo, di cui a quei tempi si cominciava a discutere, in nome del principio ateistico: poichè l’Universo è tutto ciò che esiste, non può avere nè inizio nè fine.

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