Sant’Agostino, la scienza e il tempo

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Sant’Agostino è ancora oggi, insieme a Platone, il filosofo più letto al mondo.

Non tutti sanno che a lui ci si richiama anche nel campo scientifico, per svariati motivi. Soprattutto per la sua visione del tempo, che fa sì che vari astrofisici  come Martin Rees o Stephen Hawking… parlino oggi di lui per elogiare la sua intuizione sul tempo (Agostino ritiene che l’eternità non sia un tempo infinitamente lungo, ma assenza di tempo, eterno presente, poichè l’Essere assoluto non invecchia, non diviene, così come non occupa uno spazio. Di conseguenza il tempo è una caratteristica solo dell’Universo materiale, creato ex nihilo: “…il mondo fu fatto non nel tempo, ma simultaneamente al tempo“; “il tempo cominciò ad esistere con il cielo e con la terra…”)*; la sua lotta contro l’astrologia (preludio ad un modo di guardare il cielo e gli astri razionale e non magico); la sua idea di legge naturale;

la sua intuizione dell’evoluzione (“Il mondo è come una donna incinta: porta in sè la causa delle cose che verranno alla luce in futuro“, De Trinitate, III, 9, 16)…

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Di seguito due pagine da F. Agnoli, Creazione ed evoluzione. Dalla geologia alla cosmologia. Stenoné, Wallace e Lemaître, Cantagalli, Siena, 2015:

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Di seguito due citazioni poste da Martin Rees, astronomo e presidente della Royal Society in testa a due capitoli del suo I sei numeri dell’universo. Le forze profonde che spiegano il cosmo (Rizzoli, Milano, 2002):

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Di seguito il celebre astrofisico e cosmologo britannico Stephen Hawking, nel suo Dal Big Bang ai buchi neri (Rizzoli-BUR, Milano, 2011):

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* Secondo la cosmologia del Big Bang, come per Agostino, l’universo ha avuto origine non nel tempo, ma insieme al tempo; non nello spazio, ma insieme allo spazio, così che non ha senso parlare di un fuori spaziale dell’ universo nè di un prima temporale: finchè non c’è stato qualcosa capace di muoversi non c’è stato nè lo spazio nè il tempo, perchè il tempo riguarda i corpi in movimento. Così l’immagine dell’esplosione va presa cum grano salis perchè le esplosioni avvengono in un tempo e in un luogo già dati. Senza materia e senza movimento, non esistono nè spazio nè tempo: ne deriva che l’Universo, secondo la teoria del Big Bang, sarebbe nato da assenza di materia, tempo e spazio (cioè, avrebbe detto Agostino, dal nulla di materia, tempo e spazio).

Ovviamente, per Agostino se il tempo e lo spazio dell’Universo non stanno dentro ad un altro tempo e ad un altro spazio più grandi, essi stanno, per così dire, “dentro” una realtà più “grande”, ma perchè di ordine diverso: Dio, al di là di tempo e di spazio. Così come Dio, puro Spirito, anche l’anima: non è il corpo che contiene dentro di sè, nel suo spazio e nel suo tempo, l’anima spirituale, ma l’anima stessa che “contiene” (o forse sarebbe meglio dire sostiene) il tempo e lo spazio del corpo. Per analogia: non è la materia visibile a contenere le leggi invisibili e immateriali, al di là del tempo e dello spazio, ma sono le leggi a contenere e sostenere la materia.

Infine, quanto all‘evoluzione, per Paolo Pagani (filosofo dell’Università di Venezia), Agostino è “il primo vero teorico dell’evoluzione dei viventi; e lo è in quanto commentatore della Genesi“. Agostino infatti nel suo De Genesi ad litteram sostiene che i sei giorni della creazione non vanno intesi in senso letterale, come giornate solari (anche perchè nel Genesi Dio distingue il giorno e la notte solo il quarto giorno), ma come “scenari in cui il creato si dà, secondo un certo livello di sviluppo, in attesa di una ulteriore mutatio“.

Leggiamo direttamente alcune di queste considerazioni di Paolo Pagani in L’origine e la meta (Ares, Milano, 2015):

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