Il genetista Jerome Lejeune: “all’inizio c’è un messaggio… [cioè] in principio erat Verbum”

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Jerome Lejeune (1926-1994) è stato uno dei più grandi genetisti del secolo, scopritore della prima anomalia genetica, la trisomia 21, o sindrome di Down,

che stabilì per la prima volta un legame tra una aberrazione cromosomica e uno stato di debolezza mentale. Per qusto è considerato il padre della moderna citogenetica. Lejeune era membro della American Academy of Arts and Sciences, della Royal Society of Medicine di Londra, della Royal Academy of Sciences di Stoccolma, della Accademia delle Scienze in Italia e Argentina, dell’Istituto di Francia e della Accademia nazionale francese di medicina e molto altro ancora.

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Appassionato di medicina, dedicò la sua vita ai bambini down, non solo per cercar loro una cura, ma anche per farli accettare e per sostenere i loro genitori.  Amò la teologia e la filosofia, e ci ha lasciato molte riflessioni in tal senso.

A proposito dell’evoluzione, in Il messaggio della vita, Cantagalli, Siena, 2002:

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Lejeune si è posto anche una domanda su cosa sia il pensiero. Amante di Pascal, francese, scienziato come lui, scrisse nel già citato Il messaggio della vita:

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Riguardo alla scoperta dell’informazione genetica: “Informazione è sostanzialmente qualcosa di immateriale, è pensiero, è parola. Al momento del concepimento, il pensiero, la parola, diviene carne, individuo vivente appartenente alla specie umana. Et verbum caro factum est (Jean-Marie Le Méné, Il professor Lejeune, fondatore della genetica moderna, Cantagalli, Siena, 2008, pag.13).

Di seguito un breve brano da Il messaggio della vita, e alcune pagine sull’uomo, da La vita è una sfida, di sua figlia Claire Lejeune: 

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