Richard Dawkins: non Dio, ma il Caso

richard dawkinsRichard Dawkins è un biologo britannico, membro della Royal Society, nato a Nairobi nel 1941. Il suo testo più famoso è un manuale in favore dell’ateismo, L’illusione di Dio (Mondadori, 2007) in cui Dawkins definisce i credenti in Dio come il male del mondo (ignoranti, cattivi, stupidi…) ma soprattutto affronta la domanda sull’esistenza di Dio.

Tralasciando il problema dell’origine dell’Universo, affronta invece quello dell’origine della vita e dell’origine della coscienza,

presentati come eventi non certo facili, anzi assai improbabili, la cui creazione è affidata a “circostanze fortunate“, “un “colpo di fortuna“, “forti iniezioni di fortuna“. Cioè, in altre parole, al Caso.

Di seguito due pagine significative:

dawkins

Leggendole, appare chiaro che la “Fortuna” è, per il biologo Dawkins, una entità più concreta di Dio; ad essa si affida la capacità di creare ogni cosa, l’ordine, le leggi del cosmo, la varietà e la crescente complessità della vita.

L’ateismo si dimostra una fede: tutto nasce

non da una Volontà e Intelligenza onnipotente e personale (DIO), rintracciabile in qualche modo, per analogia, nell’ “intelligenza” della cellula, nell’intelligenza e volontà personale dell’uomo,

ma dalla Fortuna, dal Caso (che pur non possedendo nè intelligenza, nè volontà, le produrrebbe)…

A pagina 157 del suo libro Dawkins prova a concedere qualcosa agli avversari: “I miei amici teologi sono tornati più volte sul punto che è più sensato postulare l’esistenza di qualcosa anziché del nulla. Ci deve essere stata una prima causa di tutto e tanto vale darle il nome di Dio. Sì, ho risposto, ma questo qualcosa deve essere stato semplice e quindi, comunque vogliamo chiamarlo, Dio non è il termine giusto“…

Poi prosegue affermando che “l’ipotesi del progettista (Dio, ndr) solleva immediatamente il problema più vasto di chi abbia progettato il progettista“.

Qui però Dawkins applica alla causa le caratteristiche dell’effetto-causato, dimenticando che la causa è sempre superiore all’effetto: universo e uomo nascono e muoiono ma la Causa prima di ciò che nasce e muore non può né nascere né morire, altrimenti non sarebbe Causa, ma effetto.

L'illusione_di_Dio

A questa obiezione di Dawkins, “chi ha progettato il progettista?“, si potrebbe rispondere con i filosofi antichi:

poichè l’Essere è,

e il non essere non è,

esiste un Essere che è da sempre, necessario e non causato.

Altrimenti potremmo ipotizzare un “momento” di tempo in cui ci “fosse” il non essere, e che dal non essere, dal nulla, derivasse l’essere, derivassero tutte le cose (nulla  > Universo). Il che è assurdo.

In altre parole: poichè un Essere che esiste da sempre e per sè, deve esistere, questi è o Dio o l’Universo; Dio è un Dio trascendente-Creatore dell’Universo, o Dio è l’Universo.

john-hero

Così un matematico di Oxford, John Lennox, risponde alla domanda di Dawkins su chi ha progettato il progettista:

“il Dio che ha creato e regge l’universo non è stato creato: è eterno. Non è stato fatto e pertanto non è soggetto alle leggi scoperte dalla scienza; è stato lui a fare l’universo con le sue leggi. In effetti in questo consiste la distinzione fondamentale tra Dio e l’universo: l’universo è nato, Dio no

Big-BangUna immagine del Big Bang: Chi o cosa “prima” dello scoppio? Come dalla materia inorganica a quella vivente? Come dalla materia vivente a quella pensante? Il pensiero e la volontà, presenti nell’uomo, sono alla fine di un processo casuale, fortunato, o già all’inizio, nella mente di Dio?

“Mi affascinava – continua Lennox- sempre durante le mie numerose visite all’ex mondo comunista che spesso gli accademici comunisti vecchio stile mi ponessero la domanda: Chi ha creato Dio? Era interessante vedere il dilemma in cui sprofondavano quando veniva fatta notare la loro credenza nell’eternità della materiaPer loro la materia, eterna e bruta, era perfettamente accettabile, non però un Dio personale ed eterno. La logica non stava dalla loro parte. E nemmeno dalla parte di Dawkins. Energia eterna, sì; ma una Persona eterna no. Dov’è la logica di tutto questo?” (J. Lennox, Dio e la scienza, p. 231, Armenia, Milano, 2009).