La personalità del feto

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Il feto è persona o solo vita umana? Talora si sente proporre, in ambito filosofico e bioetico, questo quesito. Eppure fondando il metodo sperimentale Galilei ha insegnato che “tentar l’essenza” non è il compito della scienza, la quale invece si limita a indagare alcune proprietà, alcune “affezioni”. Ebbene, in un campo come quello medico, nulla di più razionale e filosofico che partire dai dati appurabili, dalle proprietà che si possono dimostrare, per poter poi fondare su di esse, e non sul nulla, una riflessione filosofica.

Ciò che occorre dunque chiedersi, anzitutto, non è se il feto sia “persona”, ma cosa possiamo dire di certo riguardo ad esso.

E quello che possiamo dire, utilizzando il metodo sperimentale, è che ogni feto umano appartiene alla specie umana; possiamo anche aggiungere, con il celebre ginecologo Carlo Flamigni, docente universitario a Bologna, collaboratore del quotidiano “l’Unità”, e presidente onorario della Uaar (associazione atei e agnostici razionalisti), le seguenti considerazioni: “Lontano dall’essere un ospite inerte, il feto svolge un ruolo attivo nell’andamento della gravidanza, controlla vari aspetti del suo sviluppo ed è capace di rispondere a vari stimoli uditivi, visivi e tattili provenienti dall’ambiente esterno. Alcuni psicologi parlano di ‘personalità’ del feto prima della nascita. Queste supposizioni sono confortate da vari racconti di individui in ipnosi che hanno ricordato esperienze vissute nel periodo prenatale o l’esperienza della nascita. In base quindi al presupposto che il feto possa essere cosciente, consapevole e capace di memoria, è anche stato ipotizzato che le esperienze che vive durante il periodo prenatale possano influire sullo sviluppo della sua emotività e sulla sua mente”.

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Si aggiunga, continua Flamigni, che “vari studi hanno dimostrato che l’attitudine della madre verso il feto ha un forte impatto sulla salute sia fisica che psichica del nascituro. I bambini nati da madri ‘ambivalenti’, cioè con difficoltà ad accettare la gravidanza anche se apparentemente felici, presentano spesso problemi comportamentali e somatici… le cosiddette ‘cool mothers’, madri cioè che per problemi di carriera o finanziari non vogliono una gravidanza, hanno più spesso figli inizialmente letargici e apatici. Il bambino prima della nascita è strettamente legato alle esperienze fisiche, mentali ed emotive della madre”. (Carlo Flamigni, Avere un bambino. Come inzia una vita: dal concepimento al parto, Mondadori, Milano, 2002, p. 250-251).

Sembra innegabile, da queste ed altre considerazioni, che il feto umano non è un oggetto, ma un soggetto, non qualcosa, ma qualcuno.

Si approfondisca leggendo anche il seguente documento scientifico:

Ginecorama_5_2011_pag8-10